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Alimentazione

Gelati in Italia: aumenta del 40% il prezzo in cinque anni

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3 min lett.
Gelati in Italia: aumenta del 40% il prezzo in cinque anni
IN BREVE
  • Prezzi gelati +40% in 5 anni
  • Inflazione e shrinkflation le cause principali
  • Rincari fino al 75% per alcuni marchi

Prezzi dei gelati sotto esame: un aumento senza precedenti

Negli ultimi cinque anni, i prezzi dei gelati confezionati in Italia hanno registrato un aumento medio del 40%, ben al di sopra del tasso di inflazione alimentare. Secondo un’analisi condotta da Altroconsumo, il fenomeno si manifesta in modo ancor più incisivo con alcuni marchi che hanno visto rincari superiori al 75% per chilogrammo. Questi dati non sono solo numeri su una pagina, ma riflettono una complessità economica che coinvolge diversi fattori come l’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime, insieme alla shrinkflation, una pratica sempre più diffusa nei settori alimentari.

Le cause dell’aumento dei prezzi

Un’analisi più approfondita rivela che l’aumento dei prezzi non è da attribuire solamente alla shrinkflation, ovvero alla riduzione del peso dei prodotti senza un corrispondente abbassamento del prezzo. Al contrario, fattori esterni come la crisi energetica e i rincari delle materie prime, come il cacao, hanno avuto un impatto determinante. Negli anni critici 2022-2023, i generi alimentari in generale hanno subito un’impennata dei prezzi, con un’inflazione media annua rispettivamente dell’8,8% e del 9,8%.

La shrinkflation nei gelati

Parlando di shrinkflation, diversi gelati iconici hanno subito una riduzione del peso nel corso del tempo. Ad esempio, un Magnum classic che pesava 79 grammi cinque anni fa ora pesa solo 75 grammi, mentre la Coppa del Nonno è passata da 72 a 65 grammi. Queste perdite si traducono in un aumento significativo del prezzo al chilogrammo. Per i consumatori, l’acquisto di un Magnum Classic oggi comporta un esborso del 26% in più rispetto al passato, mentre per un Maxibon, l’aumento arriva al 43%.

Illusione di risparmio

Spesso si sperimenta l’idea che ridurre le dimensioni dei confezionamenti porti a vantaggi nutrizionali. Tuttavia, i dati non confermano questa tesi. Il valore calorico resta pressoché invariato, e i cambiamenti nei grassi usati nelle ricette, come la sostituzione del burro con grassi vegetali, non giustificano i rincari.

Differenze di prezzo tra marchi

Le differenze di prezzo tra vari marchi evidenziano una confusione nel sistema di pricing. Mentre alcuni gelati hanno mantenuto stabili le porzioni, i loro prezzi hanno comunque registrato aumenti significativi, fino al 75% in alcuni casi. Queste discrepanze non hanno spiegazioni chiare e possono lasciare i consumatori confusi, rendendo necessaria una maggiore trasparenza nei prezzi.

Conclusione: Trasparenza e consapevolezza per il consumatore

L’attuale scenario dei prezzi dei gelati confezionati in Italia è complesso e multilayered. La modifica delle porzioni e l’inflazione complessiva rendono difficile per il consumatore orientarsi. Emanuela Bianchi, esperta di alimentazione, sottolinea che «un nuovo obbligo di informazione sulla shrinkflation sta per entrare in vigore, consentendo ai consumatori di avere maggiore chiarezza riguardo alle riduzioni di quantità e ai loro costi».

In un mercato sempre più volatile, la consapevolezza e la trasparenza sono essenziali per affrontare i cambiamenti in corso.

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