Gli hotel da Abbazia alle Dolomiti: Gellner e l'architettura alpina
- Presentato il nuovo libro su Edoardo Gellner
- Focus sull'iconico Hotel Boite nel Villaggio ENI
- In arrivo nel 2027 il festival Montagne Moderne
Indice Articolo
L’architettura alpina torna protagonista con la pubblicazione del nuovo volume intitolato Gli hotel da Abbazia alle Dolomiti, terzo capitolo della monografia curata per esplorare l’eredità intellettuale del maestro Edoardo Gellner. L’opera edita da Gaspari Editore ripercorre il concetto di accoglienza attraverso le strutture ricettive del Novecento, focalizzandosi in particolare sull’iconico Hotel Boite nel contesto dolomitico. Questa attenta pubblicazione offre un punto di vista inedito sul dialogo costante tra spazi residenziali, ambiente naturale e vita collettiva.
La visione progettuale di Edoardo Gellner
Progettato e costruito tra il 1961 e il 1963 all’interno dell’ex Villaggio ENI fortemente voluto da Enrico Mattei, l’edificio rappresenta una delle sintesi più alte dell’architettura contemporanea italiana. La struttura non venne pensata come un semplice contenitore ricettivo, ma come un organismo architettonico complesso in cui ogni camera costituisce una cellula funzionale perfettamente integrata con gli ambienti comuni, dal ristorante alla spaziosa Gellner Lounge.
Il linguaggio formale scelto dal progettista rifiuta qualsiasi concessione al folclore decorativo per sposare le asperità del territorio montano. La forte pendenza del terreno, la gestione della neve e l’uso rigoroso del legno e della pietra diventano elementi essenziali della struttura portante. L’edificio dimostra come la qualità formale possa coesistere con un’idea di accoglienza aperta, offrendo spunti di riflessione simili a quelli analizzati durante le iniziative dedicate alle esperienze tradizionali in montagna.
Un patrimonio vivo tra conservazione e contemporaneità
Gestire un’infrastruttura dal così elevato valore storico richiede un equilibrio costante tra tutela della memoria e adattamento alle esigenze moderne. Presso il complesso di Corte delle Dolomiti a Borca di Cadore, l’opera di conservazione si trasforma in un laboratorio culturale permanente in cui si organizzano convegni, mostre di design e workshop di approfondimento.
“Non lo studio. Lo vivo quotidianamente. Lo mantengo. Lo apro e lo chiudo. Ne seguo le manutenzioni, le criticità, i costi, le trasformazioni. Cerco di accompagnarlo nel tempo.” - Francesco Accardo, Direttore del Boite e General Manager di Corte delle Dolomiti
La decisione di rimuovere le tradizionali classificazioni alberghiere sottolinea la volontà di valorizzare l’identità nativa della struttura rispetto alle convenzioni commerciali. La valorizzazione degli arredi originali, come la raffinata testiera in legno disegnata per le stanze da letto, rientra in una visione che intende preservare lo spirito originario del complesso.
“Conservare non significa immobilizzare e innovare non significa necessariamente sostituire.” - Francesco Accardo, Direttore del Boite e General Manager di Corte delle Dolomiti
Il futuro con il festival Montagne Moderne
La vocazione culturale del sito troverà una consacrazione ancora più rilevante grazie al progetto rinominato Montagne Moderne, selezionato tra i vincitori del bando promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. La manifestazione, prevista per la primavera del 2027, vedrà la collaborazione della Fondazione Giuseppe Siotto per sviluppare percorsi di riflessione sull’architettura del Novecento e la sostenibilità ambientale.
L’evento rappresenterà un’occasione fondamentale per mettere a confronto esperti, comunità locali e istituzioni internazionali sulle strategie di riattivazione dei borghi alpini. Chi desidera esplorare questa iconica destinazione tra architettura e paesaggio può consultare il portale ufficiale di Corte delle Dolomiti per scoprire il ricco programma di iniziative culturali.
“Edifici come questo sopravvivono finché esiste qualcuno disposto a prendersene cura, ad accettarne le contraddizioni, a difenderne il carattere anche quando questo rende tutto più difficile.” - Francesco Accardo, Direttore del Boite e General Manager di Corte delle Dolomiti
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Gaspari Editore Gli hotel da Abbazia alle Dolomiti - Edoardo Gellner Architetto
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