Mercato auto usate Maggio 2026: leggera flessione
Redazione
- Trasferimenti -3,1%
- Diesel in calo, ibride crescono
- Prime 5 mesi +0,7%
Indice
Secondo l’analisi del Centro Studi e Statistiche UNRAE, il mercato dell’auto usata ha registrato a maggio 2026 una moderata contrazione: 444.625 trasferimenti contro i 458.876 di maggio 2025, pari a un calo del -3,1%. Il confronto con l’andamento dei primi cinque mesi mostra tuttavia un quadro meno drammatico: il periodo gennaio-maggio chiude con 2.416.129 trasferimenti, un incremento del +0,7% rispetto al 2025 e dello +0,5% rispetto al 2019, segnale di una tenuta strutturale del mercato dell’usato nel medio termine.
Dinamiche dei trasferimenti e composizione del mercato
Nel dettaglio, i trasferimenti netti mostrano una flessione più marcata, con una perdita del 6,0%, mentre le minivolture registrano una lieve crescita del +0,8%. Queste due grandezze fotografano due segmenti diversi del mercato: i trasferimenti netti raccontano la capacità dell’usato di rigenerare domanda, le minivolture riflettono principalmente le politiche commerciali degli operatori e le permute private. La prevalenza degli scambi fra privati e aziende — che costituiscono il 56,5% dei passaggi di proprietà — conferma la centralità del canale privato nella circolazione dell’usato.
Alimentazioni: diesel in flessione, ibrido in ascesa
L’analisi per alimentazione mostra spostamenti significativi nella composizione dell’usato. A maggio il motore a benzina mantiene la leadership con il 38,6% di quota (39% nel cumulato), mentre il diesel perde terreno, scendendo al 37,9% (38,2% nei 5 mesi), con una riduzione di 4,1 punti rispetto ai periodi precedenti. Le ibride continuano invece la loro progressione: toccano il 12,8% nel mese e il 12,2% nel cumulato gennaio-maggio.
Anche le alimentazioni alternative mostrano scostamenti: GPL e metano si mantengono rispettivamente al 5,5% e al 2,0%, mentre la quota delle veicoli elettrici pure (BEV) e delle ibride plug-in risulta ancora contenuta ma in crescita, con il BEV all’1,5% e le plug-in all’1,7% nel mese.
Contraenti, minivolture e struttura per anzianità
La composizione dei contraenti evidenzia una leggera prevalenza degli scambi tra privati/aziende, in aumento di 0,3 punti al 56,5%. Il canale “operatore a cliente finale” perde lo 0,8% attestandosi al 38,7%, mentre le auto-immatricolazioni salgono al 3,7% nel mese. Nel segmento delle minivolture si osservano movimenti diversi: la quota dei ritiri da parte degli operatori risale al 30,1%, mentre la percentuale di chi permuta la propria vettura (privati o altre società) cala al 54,2%.
Sotto il profilo dell’anzianità, il mercato dell’usato resta dominato dalle vetture più anziane: le auto con oltre 10 anni coprono il 49,1% dei trasferimenti netti, in crescita di 0,3 punti. Tuttavia, crescono le quote delle auto più giovani: le vetture fino a 4 anni rappresentano il 23,8% a maggio, 1,2 punti in più rispetto a maggio 2025, segnale di un ricambio graduale che potrebbe favorire la diffusione di tecnologie più recenti.
Geografia delle vendite e differenze regionali
La distribuzione regionale rimane sostanzialmente stabile: la Lombardia è ancora in testa con il 16,2% dei trasferimenti (incremento di 0,4 punti), seguita dal Lazio al 9,9% e dalla Campania al 9,0%. Sicilia e Piemonte completano la top five con quote rispettivamente all’8,5% e al 7,8%. Queste concentrazioni riflettono sia la densità demografica che la presenza di reti commerciali e centri di valutazione usato, elementi cruciali per la liquidità del mercato locale.
Interpretazione e prospettive
Il quadro complessivo che emerge da maggio 2026 è quello di un mercato dell’usato in lieve contrazione mensile ma solido nel cumulato: la tenuta dei primi cinque mesi (+0,7%) e il miglioramento delle quote di vetture giovani suggeriscono un progressivo rinnovamento del parco circolante. La perdita di quota del diesel e la crescita costante delle ibride indicano come le dinamiche regolatorie, i costi d’esercizio e le preferenze dei consumatori stiano guidando una transizione graduale verso soluzioni meno inquinanti.
Per gli operatori del settore la sfida principale resta gestire l’equilibrio tra offerta di usato diesel e domanda crescente di vetture ibride ed elettriche, ottimizzando le filiere di raccolta (minivolture) e valorizzazione. Per i consumatori, la maggiore disponibilità di vetture fino a 4 anni rappresenta un’opportunità per accedere a tecnologie più efficienti con livelli di prezzo ancora competitivi rispetto al nuovo.
Data: Roma, 28 luglio 2026
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