Il primo litro entra in PHI12: 44+ m, ascensore panoramico e 15M€
Redazione
- Cilindro da 12 m e oltre 44 m di profondità
- Ascensore panoramico in piscina profonda
- 15M€ per ricerca, formazione e cinema
Indice
PHI12 prende vita
Il primo litro d’acqua è entrato in PHI12, segnando l’avvio delle prove tecniche su una struttura che promette di ridefinire i confini dell’architettura acquatica e delle applicazioni scientifiche. Questo cilindro da 12 metri di diametro arriva a oltre 44 metri di profondità ed è sostenuto da un progetto con un investimento di circa 15 milioni di euro.
Un volume pensato per più usi
PHI12 non è concepita come una semplice piscina profonda ma come uno spazio polifunzionale che completa Y-40 The Deep Joy: si sviluppa come un cilindro di 12 metri di diametro, alimentato da acqua termale salsobromoiodica, e destinato a ospitare attività che vanno dalla ricerca medico-subacquea alla produzione cinematografica. L’intenzione progettuale è esplicita: creare un contenitore modulare in cui ricerca, formazione, soccorso e spettacolo possano convivere senza compromessi.
L’entità dell’investimento e le sue variazioni durante la costruzione spiegano la complessità dell’opera. Il budget iniziale è stato condizionato dall’adozione di soluzioni tecniche avanzate per le parti trasparenti, le strutture di sostegno e l’innovativo ascensore panoramico; un aumento dei costi dei materiali ha poi spinto la cifra finale oltre le previsioni. Il risultato è però una struttura pensata per durare ed evolversi, con dotazioni che vanno oltre l’uso ricreativo.
“Y-40 aveva già presentato tecnicismi complessi e numerose ‘prime volte’. Per PHI12 abbiamo dovuto prevedere soluzioni specifiche per l’ascensore panoramico e le grandi superfici trasparenti in acrilico, e adattare gli spazi alle esigenze future delle forze di soccorso e delle attività di ricerca: tutto ciò ha impattato i valori del business plan.” - Emanuele Boaretto, Amministratore Delegato Millepini Immobiliare
Il collaudo e il riempimento
Il riempimento è la fase più delicata del cantiere: servono circa 4,7 milioni di litri d’acqua e quasi dodici giorni di lavoro continuo per completare l’operazione, con monitoraggio video e personale specializzato 24/7. La strategia tecnica prevede un primo inserimento di acqua di falda per stabilizzare la struttura, mantenendo la temperatura tra i 20 e i 25 °C, e una successiva sostituzione graduale con l’acqua termale portata a regime tra i 32 e i 34 °C.
Questa fase non è solo operativa: è anche uno stress test per le guarnizioni e i grandi pannelli in acrilico che separeranno i volumi interni dall’esterno, e per gli impianti di ricircolo e riscaldamento studiati per sostenere attività subacquee intense e prolungate.
Esperienza pubblica e osservazione asservita
PHI12 è pensata perché l’esperienza della profondità sia fruibile anche da chi rimane “all’asciutto”: una vetrata anulare a -5 metri offre una visione panoramica delle immersioni, mentre il primo ascensore panoramico inserito in una piscina profonda permette al pubblico di scendere seguendo la stessa velocità degli apneisti. L’apertura verso il cielo consente inoltre la movimentazione dall’alto di scenografie e grandi attrezzature, ampliando le possibilità di utilizzo per produzioni complesse.
Le aree di osservazione sono concepite come punti di osservatorio scientifico: ricercatori e tecnici potranno monitorare test e prototipi da un anello di visione a quota -5 metri, senza interferire con le immersioni in corso. Per approfondire la storia e le attività del complesso originario si rimanda al sito ufficiale di Y-40.
Ricerca, soccorso e cinema sotto lo stesso volume
Il progetto è esplicitamente rivolto a formare e ospitare esercitazioni per gruppi di soccorso e forze speciali, con aree predisposte per le attrezzature specifiche, e a fungere da Open Lab per studi sul comportamento umano in immersione o in condizioni assimilabili a contesti aerospaziali. Le possibilità di testare prototipi e componenti in condizioni di pressione e temperatura controllate rappresentano un plus anche per l’industria e la ricerca applicata.
La stessa architettura cilindrica, priva di spigoli, è pensata per le esigenze del set cinematografico: dall’alto è possibile calare scenografie di grande dimensione, trasformando PHI12 in un hub di produzione audiovisiva che integra gli Y-40 Studios esistenti.
Cantiere e numeri da record
La realizzazione ha richiesto un cantiere fuori scala: oltre 2 chilometri di ponteggi montati per una struttura equivalente a un edificio di dodici piani, con circa 170 metri quadrati di vetri acrilici installati e pannelli che pesano fino a 2,8 tonnellate ciascuno. Tecniche di escavazione avanzate e logistica calibrata hanno permesso di gestire elementi di peso elevato con precisione millimetrica.
I numeri chiave parlano chiaro: volume totale riempibile di 4,7 milioni di litri che, sommati agli 4,3 milioni di Y-40, porteranno il complesso a circa 9 milioni di litri; due fondali a profondità differenziata, uno a -33 metri e uno oltre i -44 metri; un anello vetrato di circa 140 mq che mette in relazione acqua, cielo e visitatori.
Verso l’apertura
PHI12 entra ora nella fase finale di collaudo: le prove in acqua verificheranno tenuta, impianti e funzionalità dell’ascensore panoramico prima dell’apertura prevista per la fine dell’autunno. Il progetto trova senso nella convergenza di ricerca, formazione, soccorso e produzione culturale, offrendo uno spazio unico nel panorama internazionale delle infrastrutture subacquee.
L’avanzamento dei test nelle prossime settimane definirà tempi e modalità di fruizione pubblica e professionale: quel che è già chiaro è che PHI12 rappresenta una scommessa architettonica e tecnologica che punta a trasformare il modo in cui si progetta e si usa la profondità.