Elio e le Storie Tese a Palmanova: recensione dello spettacolo
- Show esilarante e musicalmente impeccabile in Piazza Grande
- Coinvolgente siparietto iniziale a tema baseball con la FIBS
- Regia impeccabile di Giorgio Gallione tra musica e teatro
Indice Articolo
Il grande ritorno di Elio e le Storie Tese: la tappa di Palmanova
Dopo aver collezionato oltre 40 date interamente sold out nei principali teatri italiani, entusiasmando un bacino di oltre 60.000 spettatori, Elio e le Storie Tese hanno ripreso il viaggio lungo la penisola con la versione estiva del loro acclamato spettacolo. Il tour, dal titolo emblematico e surreale Mi resta un solo dente e cerco di riavvitarlo, ha fatto tappa la sera del 12 luglio a Palmanova, regalando al pubblico friulano una performance monumentale che fonde satira, virtuosismo musicale e grande teatro canzone.
Assistere a un evento degli ‘Elii’ significa immergersi in un universo dove la goliardia apparente cela una precisione esecutiva da primi della classe. La band milanese non smentisce mai la propria reputazione e, anche nella suggestiva cornice della fortezza rinascimentale, ha saputo trasformare una semplice data estiva in un rituale collettivo di ironia e perfezione sonora, confermandosi una realtà unica nel panorama degli spettacoli dal vivo nel nostro Paese.
Una cornice d’eccezione: Piazza Grande tra storia e acustica
La scelta della location ha svolto un ruolo primario nella riuscita dello show. Piazza Grande a Palmanova, con la sua caratteristica forma esagonale, la sua architettura simmetrica e il fascino storico riconosciuto come Patrimonio Mondiale UNESCO, ha fornito una scenografia naturale straordinaria. L’allestimento del palco, curato nei minimi dettagli visivi e luminosi, si è integrato perfettamente con l’ampio spazio della piazza, garantendo una resa acustica impeccabile ed un impatto visivo di grande suggestione.
I fan, accorsi in massa da tutto il Friuli-Venezia Giulia e dalle regioni limitrofe, hanno riempito la piazza fin dalle prime ore della sera. L’atmosfera che si respirava prima del sipario era quella delle grandi occasioni: un pubblico eterogeneo composto da fedelissimi della prima ora, famiglie e giovani appassionati, a testimonianza di come il linguaggio comico e musicale del gruppo sia riuscito ad attraversare decenni mantenendo inalterata la propria freschezza.
Il siparietto surreale: baseball e promozione sportiva sul palco
Prima ancora di imbracciare gli strumenti e dare il via alle note, la serata si è aperta con un momento spiazzante e perfettamente in linea con lo stile irriverente della band. Sul palco sono saliti i rappresentanti della Federazione Italiana Baseball Softball, dando vita a un improvvisato e divertentissimo siparietto di gioco insieme ad Elio e compagni.
Tra battute, lanci sbilenchi e perplessità comiche dei musicisti, questa gag introduttiva ha offerto l’opportunità di lanciare ed ufficializzare un appuntamento sportivo di rilievo internazionale: la fase finale della Coppa del Mondo di Softball, in programma a Castions di Strada dal 15 al 20 luglio. Questa fusione inaspettata tra sport e spettacolo ha scaldato immediatamente la piazza, stabilendo un canale di complicità diretta tra la band e la platea.
La scaletta: tra grandi classici e gemme della discografia
Entrando nel vivo dell’esecuzione musicale, lo spettacolo ha proposto un’antologia ragionata dei più grandi successi della band, riarrangiati per l’occasione con soluzioni armoniche di altissimo livello. Il viaggio sonoro si è aperto e dipanato attraverso capolavori intramontabili che hanno segnato la storia del pop e del rock satirico italiano.
Impossibile non citare l’esecuzione di La terra dei cachi, brano simbolo che a distanza di quasi trent’anni dalla sua iconica partecipazione a Sanremo mantiene intatta la sua carica profetica e la sua fotografia impietosa vizi e virtù degli italiani. Altrettanto travolgenti sono state le interpretazioni di “Servi della gleba”, in cui la partecipazione corale del pubblico ha trasformato la piazza in un unico grande coro, e di “Parco Sempione”, pezzo dal groove irresistibile e tagliente.
Non sono mancati i momenti dedicati ai personaggi cult del loro repertorio, come l’immancabile “Supergiovane”, vera e propria suite rock progressivo travestita da canzone comica, e la raffinata perla dissacrante “Valzer transgenico”. Ogni canzone è stata presentata e arricchita da intermezzi parlati, improvvisazioni e gag visive, dimostrando come il gruppo sappia dominare il palco senza mai cadere nella routine.
Regia teatrale e dissacrazione sociale: la mano di Giorgio Gallione
Ciò che distingue il tour “Mi resta un solo dente e cerco di riavvitarlo” da un normale concerto rock è la sua profonda struttura drammaturgica. Lo show avvale infatti della sapiente regia di Giorgio Gallione, storico regista teatrale che da anni collabora con la band e che è riuscito a dare un filo conduttore narrativo solido a tutto lo spettacolo.
La drammaturgia si sviluppa come un viaggio grottesco e disincantato tra il sacro e il profano, utilizzando la parabola dell’invecchiamento, del tempo che passa e della decadenza culturale come lente d’ingrandimento per analizzare le contraddizioni della società contemporanea. Attraverso monologhi affilati, costumi stravaganti ed inserti recitati, Gallione ed Elio costruiscono una satira feroce ma elegante contro il conformismo, le mode passeggere e l’ipocrisia dei nostri tempi. Il risultato è una forma di teatro canzone moderna, dove il riso non è mai fine a se stesso ma spinge continuamente alla riflessione.
Virtuosismo musicale e coesione sul palco
Al di là della componente comica e teatrale, va sottolineato con forza il valore puramente tecnico della performance. I membri della band si confermano musicisti di caratura eccezionale. Il lavoro ritmico, le trame chitarristiche, le tastiere stratificate e gli impasti vocali impeccabili rivelano una preparazione maniacale. La precisione con cui la band passa dal funk al progressive metal, dal jazz al liscio nell’arco di pochi battiti di ciglio è qualcosa che trova pochissimi eguali anche a livello internazionale.
Elio si conferma un frontman dal carisma magnetico, capace di passare da acuti d’opera a registri comici con disinvoltura disarmante, tenendo in mano il ritmo dell’intero show. Per chi desidera approfondire la discografia e le prossime date della band, è possibile consultare il sito ufficiale della band.
Giudizio Finale
La serata di Palmanova ha confermato che lo spettacolo “Mi resta un solo dente e cerco di riavvitarlo” rappresenta uno dei punti più alti della maturità artistica di Elio e le Storie Tese. La capacità di fondere comicità intelligente, satira di costume, regia teatrale di alto profilo ed una qualità musicale eccelsa rende questo tour un evento imperdibile per qualunque amante della buona musica. Piazza Grande ha risposto con un calore ed un entusiasmo straordinari ad uno show destinato a rimanere tra i momenti più memorabili della stagione estiva dei concerti.
Galleria Fotografica








PRO
- Prestazioni solide ed eccellente usabilità nel quotidiano
- Rapporto qualità/prezzo competitivo nella sua categoria
CONTRO
- Alcuni compromessi materiali da tenere in considerazione
Domande frequenti
Dove si è tenuto il concerto di Elio e le Storie Tese in Friuli?
Lo spettacolo si è svolto nella suggestiva Piazza Grande a Palmanova il 12 luglio.
Qual è il titolo del tour di Elio e le Storie Tese?
Il tour si intitola 'Mi resta un solo dente e cerco di riavvitarlo'.
Chi ha curato la regia dello spettacolo?
La regia dello show è stata affidata al rinomato regista teatrale Giorgio Gallione.
Quali canzoni famose sono state suonate durante la serata?
Tra i brani eseguiti spiccano 'La terra dei cachi', 'Servi della gleba', 'Parco Sempione', 'Supergiovane' e 'Valzer transgenico'.
Cosa è successo con la Federazione Italiana Baseball Softball sul palco?
La band ha improvvisato una divertente gag di baseball sul palco per promuovere la fase finale della Coppa del Mondo di Softball a Castions di Strada.
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Redazione
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