Recensione Malcolm & Marie: Zendaya e Washington su Netflix
- Interpretazioni attoriali straordinarie di Zendaya e John David Washington
- Meravigliosa fotografia vintage in bianco e nero girata in pellicola 35mm
- La sceneggiatura a tratti risulta troppo autoreferenziale e prolissa
Indice Articolo
Un’opera nata durante la pandemia: genesi e contesto
Scritto e diretto da Sam Levinson (già acclamato creatore della serie culto Euphoria), Malcolm & Marie rappresenta uno dei primi e più riusciti esperimenti cinematografici realizzati durante la fase acuta della pandemia da Covid-19. Con la produzione della seconda stagione di Euphoria temporaneamente bloccata, Levinson ha canalizzato le proprie energie creative nella stesura di una sceneggiatura intima, concepita appositamente per essere girata in totale sicurezza tra giugno e luglio 2020.
L’intera produzione ha preso vita all’interno della suggestiva Caterpillar House, un’architettura dal design moderno immersa in una proprietà di ben 33 acri a Carmel, in California. Con una troupe ridotta all’osso e protocolli sanitari rigidissimi, la pellicola trae forza proprio dai suoi rigidi confini produttivi. Ma ridurre questo lungometraggio a un semplice “film da lockdown” sarebbe un errore superficiale: Malcolm & Marie è un’indagine spietata, viscerale e complessa sulle dinamiche di coppia, sull’arte e sul rapporto simbiotico tra artista e musa.
La trama: un’estenuante notte tra ego, amore e risentimento
La vicenda si svolge interamente nell’arco di una singola notte. Il regista emergente Malcolm (John David Washington) torna a casa visibilmente euforico dopo il grande successo di critica e pubblico ottenuto alla prima del suo ultimo film. Ad attenderlo e ad accompagnarlo c’è la sua fidanzata Marie (Zendaya). L’adrenalina di Malcolm è a mille: balla, versa da bere, vanagloria il proprio talento ed attende con ansia le prime recensioni della stampa specializzata.
L’atmosfera festosa si incrina tuttavia nel giro di pochissimi minuti. Marie appare distaccata, ferita e silenziosa. Il motivo iniziale del contendere sembra banale: durante il discorso di ringraziamento sul palco, Malcolm si è dimenticato di citare pubblicamente la compagna. Da questo singolo dettaglio trascurato esplode una vera e propria guerra psicologica senza esclusione di colpi.
Il diverbio si trasforma rapidamente in un confronto devastante in cui vengono portate a galla verità taciute, insicurezze personali e nodi mai risolti. Marie rivela come la storia del film di Malcolm sia tragicamente e palesemente ispirata al suo passato di tossicodipendente, accusandolo di aver rubato la sua vita dolorosa per trasformarla in successo commerciale senza nemmeno riconoscerle il giusto merito. I due protagonisti si affrontano in una giostra emotiva continua, alternando momenti di pura ferocia ad abbracci carichi di passione, pacificazioni temporanee e violentissime ripartenze.
Interpretazioni da applausi: Zendaya e John David Washington
Se il film funziona e riesce a tenere alta la tensione per circa 106 minuti, il merito è quasi esclusivamente dei suoi due straordinari interpreti. Il peso del lungometraggio grava interamente sulle spalle di Zendaya e John David Washington, capaci di reggere la scena con una presenza magnetica e una chimica esplosiva.
Zendaya si conferma un talento eccezionale e poliedrico. La sua Marie è dolorosa, composta, cinica e incredibilmente matura. L’attrice dimostra una padronanza dei tempi drammatici spaventosa, specialmente negli intimi monologhi finali in cui la sua voce bassa e spezzata buca letteralmente lo schermo, dimostrando perché sia una delle figure artistiche più influenti della sua generazione (come avevamo già analizzato nel nostro speciale sulle serie TV da recuperare).
Dall’altro lato, John David Washington dona a Malcolm un’energia debordante, quasi teatrale. Il suo personaggio è arrogante, egocentrico, insicuro ed oratore travolgente. Washington si muove all’interno degli spazi domestici con la fisicità di un pugile sul ring, sputando dialoghi fittissimi ad una velocità impressionante. Il contrasto tra la calma apparente di Marie e la furia verbale di Malcolm crea un ritmo sincopato che trascina lo spettatore al centro della discussione.
Estetica visiva e comparto tecnico: il fascino della pellicola 35mm
Dal punto di vista puramente formale, Malcolm & Marie è un gioiello estetico raffinatissimo. Il direttore della fotografia Marcell Rév ha scelto di girare l’opera utilizzando vera pellicola bianco e nero in 35mm. Questa decisione dona all’immagine una grana viva, organica e vintage, capace di elevare ogni singolo fotogramma a composizione fotografica d’autore.
I contrasti netti tra luci ed ombre sottolineano costantemente la dualità della narrazione e la spaccatura emotiva dei protagonisti. Le ampie vetrate della Caterpillar House diventano specchi e gabbie trasparenti dove i personaggi si riflettono, si nascondono o si affrontano. Splendida anche la selezione musicale: la colonna sonora spazia dal jazz classico al soul raffinato (con brani di Duke Ellington, Nina Simone e Sam Cooke), sottolineando perfettamente le transizioni umorali della coppia e concedendo pause ritmiche fondamentali tra un litigio e l’altro.
Tematiche e meta-cinema: la rabbia del regista contro la critica
Oltre ad essere il ritratto di una relazione complessa e tossica, il film si configura come una lunga riflessione meta-cinematografica. Attraverso i monologhi fiume di Malcolm, Sam Levinson dà sfogo a una serie di invettive feroci contro la critica cinematografica moderna. Il regista attacca la tendenza dei giornalisti a politicizzare o razzializzare forzatamente ogni opera d’arte firmata da autori afroamericani, invece di giudicare il film semplicemente per il suo valore estetico, emotivo e narrativo.
Se da un lato queste digressioni offrono spunti di dibattito estremamente stimolanti sul ruolo dell’arte contemporanea, dall’altro rappresentano il limite principale della pellicola. In più punti si avverte la sensazione che Levinson stia usando il personaggio di Washington come un semplice megafono personale per togliersi qualche sassolino dalla scarpa contro la stampa di settore. Questo rende la narrazione leggermente compiaciuta e accademica, distogliendo per alcuni momenti l’attenzione dal vero cuore emotivo del film, ovvero il rapporto tra i due amanti.
Malcolm & Marie convince davvero? Le nostre considerazioni finali
In conclusione, Malcolm & Marie è un’opera visivamente folgorante che risente tuttavia di una scrittura a tratti troppo logororroica e ciclica. La struttura della sceneggiatura tende a ripetere il medesimo schema per diverse volte: esplosione del litigio, picco di violenza verbale, tregua affettiva, riappacificazione momentanea e nuova scintilla. Questa circolarità, seppur realistica nelle dinamiche di un litigio di coppia, rischia di affaticare lo spettatore nella parte centrale del secondo atto.
Ciononostante, il film merita assolutamente una visione su Netflix. Si tratta di un esercizio di stile coraggioso, un duello attoriale di altissimo livello che conferma il talento cristallino dei suoi interpreti e la regia elegante di Levinson. Se cercate un film intenso sull’amore, sull’ego e sulle fragilità umane, da affiancare alla selezione dei migliori film su Netflix, questo lungometraggio saprà certamente regalarvi emozioni forti e preziosi spunti di riflessione.
Galleria Fotografica






PRO
- Prestazioni solide ed eccellente usabilità nel quotidiano
- Rapporto qualità/prezzo competitivo nella sua categoria
CONTRO
- Alcuni compromessi materiali da tenere in considerazione
Domande frequenti
Dove è stato girato il film Malcolm & Marie?
Il film è stato girato interamente presso la Caterpillar House, una spettacolare residenza ecologica situata in una proprietà di 33 acri a Carmel, in California.
Malcolm & Marie è basato su una storia vera?
Non è una storia vera specifica, ma il regista Sam Levinson ha ammesso di essersi ispirato a un episodio reale della sua vita, quando dimenticò di ringraziare sua moglie alla premiere del suo film Assassination Nation.
Su quale piattaforma streaming è disponibile Malcolm & Marie?
Il film è disponibile in esclusiva sul catalogo globale di Netflix a partire dal 5 febbraio 2021.
Perché il film è in bianco e nero?
La scelta del bianco e nero, unita alla ripresa in pellicola 35mm, è stata fatta per dare un'atmosfera senza tempo, intima e classica, focalizzando l'attenzione dell'osservatore sui volti, le ombre e le espressioni dei protagonisti.
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