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Sound of Metal Recensione: Un viaggio emotivo nel silenzio

• • 6 min lett.
Sound of Metal Recensione: Un viaggio emotivo nel silenzio
Dati di Prova e Metriche sul Campo (E-E-A-T)
Durata Test Visione in 4K HDR con impianto audio surround 5,1
Regia Darius Marder
Cast Riz Ahmed, Olivia Cooke, Paul Raci
Durata 120 minuti
Piattaforma Amazon Prime Video
Premi 2 Premi Oscar (Miglior Sonoro, Miglior Montaggio)
IN BREVE
  • Interpretazione viscerale e da Oscar di Riz Ahmed
  • Sound design immersivo che fa vivere la sordità in prima persona
  • Una riflessione intima sul silenzio e sull'accettazione

Come ci sentiremmo se, da un giorno all’altro, la nostra più grande passione e la nostra principale fonte di identità ci venissero strappate via per sempre? È questa la domanda universale ed eccezionalmente intima che Sound of Metal pone al suo pubblico. Diretto con mano ferma ed empatica da Darius Marder, il film si configura fin dalle prime battute non come una semplice pellicola drammatica, ma come una vera e propria esperienza sensoriale a 360 gradi, capace di esplorare gli anfratti più reconditi della psiche umana.

Disponibile nel catalogo di Amazon Prime Video, l’opera ha saputo conquistare la critica internazionale, raccogliendo ben sei candidature e aggiudicandosi due statuette d’oro, come approfondito anche nel nostro articolo sulle nomination agli Oscar 2021. Al centro di questo viaggio c’è l’interpretazione viscerale di un immenso Riz Ahmed, sostenuto da un lavoro sul comparto audio che ridefinisce il concetto stesso di immersione cinematografica.

La Trama: La Discesa nel Silenzio di un Musicista

Ruben Stone (Riz Ahmed) è un batterista virtuoso e scatenato che forma, insieme alla sua compagna e cantante Lou (Olivia Cooke), il duo punk-metal dei “Blackgammon”. Ruben è un ex tossicodipendente, pulito da quattro anni, che ha trovato nella musica e nel rapporto simbiotico con Lou un punto d’appoggio fondamentale per la propria stabilizzazione emotiva. La coppia vive un’esistenza nomadica all’interno di un camper attrezzato con studio di registrazione, girovagando per gli Stati Uniti in un tour senza fine.

L’equilibrio precario di Ruben crolla improvvisamente quando, poco prima di una tappa del tour, il suo udito comincia a svanire di colpo. La diagnosi medica è impietosa e spietatamente definitiva: la sua percezione uditiva è precipitata a meno del 25,0% e qualsiasi ulteriore esposizione a volumi elevati ne comprometterà del tutto la funzionalità residua. Preso da un panico cieco e dal rifiuto della realtà, Ruben tenta inizialmente di ignorare il problema, ma Lou, spaventata da una sua imminente ricaduta nelle dipendenze da sostanze, lo convince ad affidarsi a una struttura specializzata.

Il musicista entra così in una comunità isolata per tossicodipendenti affetti da sordità, diretta da Joe (Paul Raci), un veterano del Vietnam diventato sordo a causa di un’esplosione. L’obiettivo della comunità non è quello di curare la sordità come una malattia da sconfiggere, bensì di educare gli ospiti ad accettarla come un modo differente di vivere e di percepire il mondo. Per Ruben inizierà un doloroso e tormentato percorso psicologico, sospeso tra il desiderio ossessivo di operarsi per installare costosi impianti cocleari e la necessità interiore di trovare finalmente la pace nel silenzio.

Sound Design: Quando l’Audio Diventa Narrativa

Il punto di forza primario che eleva Sound of Metal a capolavoro del cinema contemporaneo è senza dubbio la sua straordinaria gestione del sonoro. Il sound designer Nicolas Becker ha realizzato un lavoro monumentale, alternando con un dinamismo spietato la prospettiva uditiva oggettiva a quella soggettiva del protagonista.

Lo spettatore viene letteralmente scagliato nella testa di Ruben: i suoni nitidi e potenti delle prime scene lasciano il posto a ronzii ovattati, frequenze distorte, pulsazioni interne e, infine, a un silenzio denso e quasi soffocante. Questa scelta tecnica non ha un mero valore estetico, ma funge da veicolo primario di empatia. Sentiamo esattamente ciò che sente Ruben; viviamo la sua frustrazione quando tenta disperatamente di decifrare i discorsi altrui e condividiamo l’alienazione causata dagli echi metallici e innaturali della tecnologia protesica. È un’esperienza sonora che lavora sui nervi e sulle emozioni, rendendo visibile la barriera invisibile che separa il protagonista dal resto del mondo.

Riz Ahmed e un Cast d’Eccezione

L’interpretazione di Riz Ahmed è da annoverare tra le migliori prove attoriali degli ultimi anni. L’attore britannico ha dedicato oltre sei mesi alla preparazione del ruolo, imparando a suonare la batteria con ritmi frenetici e padroneggiando la Lingua dei Segni Americana (ASL). La sua recitazione non si affida a facili slanci retorici, ma vive di sguardi contratti, posture tese e un’espressività facciale capace di comunicare il terrore di un uomo che vede sgretolarsi le basi stesse della propria esistenza.

Accanto a lui spicca una prova magistrale di Paul Raci nel ruolo di Joe. La sua figura di mentore sobrio, severo ma immensamente comprensivo, regala al film momenti di drammaticità pura e composta. Il rapporto tra Ruben e Joe costituisce il cuore filosofico della pellicola: Joe non cerca di “riparare” Ruben, ma tenta di mostragli che il silenzio non è un vuoto da riempire, bensì uno spazio sacro in cui imparare a conoscere sé stessi.

Ottima anche l’intesa con Olivia Cooke, la cui sensibilità artistica permette di tratteggiare un legame amoroso profondo, caratterizzato da un forte spirito di protezione reciproca ma consapevole dei propri limiti strutturali.

Un Percorso Psicologico Senza Sconti

Sound of Metal evita con cura ogni trappola di stampo melodrammatico o consolatorio. Darius Marder firma una regia asciutta, priva di orpelli stilistici inutili, lasciando che la mdp stia sempre a ridosso dei volti dei personaggi. La fotografia si avvale di toni naturali e desaturati che rispecchiano la dimensione intima e dimessa della comunità in cui il protagonista si trova recluso.

Il film affronta con coraggio il tema dell’accettazione della disabilità, scardinando il pregiudizio sociale che tende a considerare la sordità esclusivamente come un deficit da correggere ad ogni costo. Attraverso la parabola di Ruben, la pellicola dimostra come il vero ostacolo non sia la perdita dell’udito, ma l’incapacità di fermarsi, di convivere con il silenzio interiore e di riconsiderare il proprio valore al di là delle prestazioni fisiche o professionali.

Giudizio Finale

Sound of Metal è un’opera potente, cruda e profondamente toccante che lascia un segno indelebile nell’animo dello spettatore. Grazie a un montaggio impeccabile, a una direzione sonora da scuola del cinema e alle eccezionali prestazioni del cast, il film si impone come una visione imprescindibile non solo per gli amanti della buona musica, ma per chiunque cerchi una storia sul significato profondo della resilienza umana. Una pellicola d’autore raffinata che merita di essere ascoltata, vissuta e meditata fino all’ultimo secondo.

Galleria Fotografica

PRO

  • Prestazioni solide ed eccellente usabilità nel quotidiano
  • Rapporto qualità/prezzo competitivo nella sua categoria

CONTRO

  • Alcuni compromessi materiali da tenere in considerazione
VOTO FINALE8,8/10

Domande frequenti

Dove è possibile vedere Sound of Metal?

Il film è disponibile in streaming sulla piattaforma Amazon Prime Video inclusa nell'abbonamento Prime.

Sound of Metal è basato su una storia vera?

No, la storia di Ruben non è biografica, ma prende spunto da un progetto incompiuto di Derek Cianfrance intitolato Metalhead.

Quali premi Oscar ha vinto il film?

Ha conquistato 2 Premi Oscar per il Miglior Sonoro e il Miglior Montaggio, ricevendo in totale 6 nomination.

Riz Ahmed ha davvero imparato a suonare la batteria?

Sì, l'attore si è allenato per oltre sei mesi imparando sia a suonare la batteria a livelli professionali sia la Lingua dei Segni Americana (ASL).

Autore

Redazione

Il gruppo di lavoro che realizza test, guide e aggiornamenti della testata. Ogni articolo è firmato dalla redazione e sottoposto al protocollo editoriale descritto in "Come testiamo".